succo d'arancia

mercoledì, 14 dicembre 2005

DA ASSAPORARE

A volte mi trovo in totale disaccordo con le tesi espresse da Filippo Facci su le pagine de Il Giornale, altre non ne approvo i modi bruschi, ma su una cosa non ho dubbi: scrive da dio.

Nell’ultimo mese ha pubblicato tre meravigliosi articoli su tre musicisti considerati oggettivamente unici e geniali. Qui sotto troverete un estratto dell’ultimo su Nicolò Paganini. Se vi piace sono sicuro non esiterete a leggere anche quelli su Rossini e Ciaikovskij . Un consiglio: stampateli e leggeteli senza fretta, sono dei piccoli capolavori da assaporare.


NICOLO’ PAGANINI   di Filippo Facci


Accorrete, fa il suo ingresso Nicolò Paganini. Gli uomini si sporgano dai loro palchi, le donne s’affannino addirittura. Eccolo, è lui! Dio com’è brutto.
Magrissimo e spettrale. Una logora finanziera nera, il panciotto nero, i capelli neri, gli occhiali neri, il volto livido e sdentato e cadaverico, il naso aquilino e sporgente, guardatelo. Si burla di noi.
S’inchina e si snoda come un burattino dell’inferno.
Ma l’incanto ha da incominciare.
Egli suona.

Si taccia.

E la nobile, la contessa francese De la Motte, scriverà: “Ero affascinata, non vedevo più la sua bruttezza, mi parve d’esser trasportata in un altro mondo”.
E il poeta, il tedesco Heinrich Heine, si chiederà: “E’ un uomo, vivo, che sta per morire, e che deve divertire nell’arena dell’arte, come un gladiatore morituro, o è un morto venuto fuori dalla tomba, un vampiro col violino?”.
E il musicologo, il tedesco Ludwig Rellstab, annoterà: “Mai visti i berlinesi in tale stato… v’è qualcosa di demoniaco in lui. E’ l’incarnazione del desiderio, dello sdegno, della pazzia e del dolore”.
E il critico musicale, l’inglese Henry Chorley, sbigottirà: “La comparsa di questo stregone non può che indurre tutti i violinisti al suicidio. Egli accorda sui registri acuti, tuttavia raggiunge un suono sferico e rotondo incredibile… riesce a comunicare al proprio strumento una sorta di sensibilità animalesca”.
E ogni compositore, infine, strabilierà: “E’ la voce di un angelo” (Schubert) e “Mai fu dato di ascoltare un fenomeno del genere” (Schumann) e “Perfetto” (Chopin) e “Insuperabile” (Lizst) e insomma, ciò era Paganini.
Detto questo, chi era Paganini?

(continua)



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